La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. (PDF.EPUB.TXT.FB2.DOC)

La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.

La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. (PDF.EPUB.TXT.FB2.DOC)



Roberto Giovagnoli



Kindel Price:


Dettagli del libro

  • Titolo: La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.
  • Editore: Giuffrè
  • Data di Pubblicazione: 2009



  • Kindel Price:


    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..pdf – (EUR 0.00);

    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..epub – (EUR 0.00);

    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..txt – (EUR 0.00);

    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..fb2 – (EUR 0.00);

    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..doc – (EUR 0.00);



    SCARICARE LIBRO (PDF.EPUB.TXT.FB2.DOC):

  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..pdf
  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..epub
  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..txt
  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..fb2
  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A..doc



  • LEGGERE LIBRO ONLINE:

  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.



  • INDICE Prefazione. XXV
    1. Il riparto della giurisdizione 1
    1.1. Di fronte a quale giudice si propone la domanda
    risarcitoria? La distinzione tra danno da
    comportamento e danno da provvedimento 5
    1.2. Il risarcimento del danno da provvedimento
    illegittimo: autonoma situazione soggettiva o mero
    rimedio a tutela dell’interesse legittimo? 6
    1.3. Il risarcimento del danno da comportamento: la
    distinzione tra comportamento meramente materiale e
    c.d. comportamento amministrativo 7
    1.4. Le tre fasi che conducono all’attuale assetto del
    riparto della giurisdizione 10
    1.5. Il criterio di riparto della giurisdizione introdotto
    dalla sentenza n. 500/1999 10
    1.6. L’art. 7 legge n. 205/2000: le controversie
    risarcitorie da provvedimento illegittimo sono
    devolute alla giurisdizione amministrativa 12
    1.7. Le diverse interpretazioni dell’art. 7 legge n.
    205/2000 13
    1.7.1. La lettura restrittiva dell’art. 7 l. n.
    205/2000: la giurisdizione amministrativa
    sussiste solo se l’azione risarcitoria e’
    connessa con quella di annullamento (Cass.,
    Sez. Un., n. 1207/2006) 13
    1.7.2. La tesi secondo cui l’art. 7 l. n. 205/2000 e’
    incostituzionale perche’ crea una
    giurisdizione esclusiva non circoscritta a
    particolari materie ma estesa a tutte le
    controversie risarcitorie 14
    1.7.2.1. Gli argomenti addotti a sostegno
    della tesi di
    incostituzionalita’ 15
    1.8. La tesi accolta dalla Corte costituzionale con la
    sentenza 6 luglio 2004, n. 204: gli artt. 33 e 34
    d.lgs. n. 80/1998 vengono dichiarati in parte
    incostituzionali, ma la giurisdizione amministrativa
    sulle controversie risarcitorie viene salvata 18
    1.8.1. Le ragioni alla base della dichiarazione di
    incostituzionalita’ degli artt. 33 e 34 d.lgs.
    n. 80/1998 19
    1.8.2. Le ragioni sulla cui base la sentenza n.
    204/2004 salva la giurisdizione amministrativa
    in materia di risarcimento del danno 21
    1.8.3. La sentenza della Corte costituzionale n.
    191/2006 ribadisce che la giurisdizione
    amministrativa sulle controversie risarcitorie
    non contrasta con la Costituzione 34
    1.9. La tesi secondo cui l’art. 7 l. n. 205/2000 ha
    devoluto al giudice amministrativo tutte le
    controversie risarcitorie aventi ad oggetto il danno
    prodotto da provvedimenti amministrativi 42
    1.10. I punti di dissidio che ancora sussistono tra Sezioni
    Unite e Adunanza Plenaria del Consiglio di
    Stato 76
    1.11. (segue ) La giurisdizione sui diritti fondamentali:
    la tesi della indegradabilita’ con conseguente
    giurisdizione del giudice ordinario 76
    1.11.1. Critiche alla tesi della
    indegradabilita’ 77
    1.11.2. Il modello dei diritti inaffievolibili alla
    luce del nuovo art. 21 septies l. n. 241 del
    1990 78
    1.11.3. La recente presa di posizione della Corte
    Costituzionale (sentenza n. 140/2007): anche
    il giudice amministrativo puo’ conoscere i
    diritti fondamentali, almeno nei casi di
    giurisdizione esclusiva 79
    1.11.4. L’ordinanza di rimessione del Tribunale di
    Civitavecchia: il caso della lesione del
    diritto alla salute per effetto delle
    immissioni elettromagnetiche generate dalle
    centrali elettriche 79
    1.11.5. L’art. 1, comma 552, della l. n. 311/2004
    (legge finanziaria del 2005) 79
    1.11.6. La nuova norma include anche le controversie
    inibitorie 80
    1.11.7. Gli argomenti invocati dal Tribunale a
    sostegno della non manifesta infondatezza
    della questione 80
    1.11.8. La risposta della Corte costituzionale: la
    sentenza n. 140/2007 84
    1.12. Anche le Sezioni Unite aprono alla tesi secondo cui
    anche il G.A. puo’ conoscere dei diritti
    fondamentali 88
    1.12.1. Il caso delle lezioni di educazione sessuale
    svolte a scuola senza il consenso dei
    genitori 89
    1.12.2. Le controversie relative all’installazione
    delle discariche rifiuti: sono devolute al
    G.A. anche se vengono in considerazione
    diritti costituzionalmente tutelati come il
    diritto alla salute 92
    1.13. La legge n. 123/2008 in materia di smaltimento dei
    rifiuti devolve espressamente al G.A. le
    controversie, anche risarcitorie, relative a diritti
    costituzionalmente tutelati 102
    1.14. Un altro punto di contrasto in via di superamento: la
    rilevanza della “carenza di potere in concreto” quale
    criterio di riparto della giurisdizione 103
    1.14.1. La carenza di potere in concreto nel settore
    delle espropriazioni 104
    1.14.2. Le critiche alla tesi della carenza di potere
    in concreto 104
    1.14.3. La carenza di potere dopo la legge n.
    15/2005 105
    1.14.4. Anche le Sezioni Unite verso il superamento
    della carenza di potere in concreto 105
    1.15. Responsabilita’ precontrattuale nelle procedure di
    affidamento degli appalti pubblici e riparto di
    giurisdizione (Adunanza Plenaria e Sezioni Unite
    optano per la giurisdizione amministrativa) 107
    1.15.1. Al di fuori del settore degli affidamenti
    degli appalti, non operando la giurisdizione
    esclusiva, le controversie in materia di
    responsabilita’ precontrattuale spettano al
    G.O. 116
    1.16. Il riparto di giurisdizione in materia di danno da
    silenzio o da ritardo 125
    1.16.1. La presa di posizione dell’Adunanza plenaria
    del Consiglio di Stato n. 7 del 2005 128
    1.16.2. Anche le Sezioni Unite della Corte di
    Cassazione si pronunciano a favore della
    giurisdizione amministrativa sul danno da
    ritardo 130
    1.16.3. La questione del danno da ritardo nuovamente
    rimessa all’Adunanza Plenaria del Consiglio
    di Stato 131
    1.17. Cosa resta al giudice ordinario? 143
    1.17.1. Il danno da attivita’ materiale 143
    1.17.2. La giurisdizione sui “comportamenti” tenuti
    nell’esercizio dell’attivita’ di
    vigilanza 143
    1.17.2.1. Il riparto della giurisdizione in
    tema di responsabilita’ per mancato
    o insufficiente esercizio
    dell’attivita’ di vigilanza prima
    del d.lgs. n. 80 del 1998 144
    1.17.2.2. L’evoluzione che ha portato al
    riconoscimento della
    responsabilita’ dell’autorita’ di
    vigilanza 145
    1.17.2.3. La posizione del risparmiatore di
    fronte all’autorita’ di
    vigilanza 147
    1.17.2.4. Il riparto della giurisdizione sul
    danno da omessa vigilanza dopo il
    d.lgs. n. 80 del 1998 148
    1.17.2.5. La soluzione accolta dalla sentenza
    delle Sezioni Unite della
    Cassazione con la sentenza 2 maggio
    2003, n. 6719 149
    1.17.2.6. Considerazioni critiche sulla
    sentenza delle Sezioni
    Unite 150
    1.17.2.7. La giurisdizione sull’azione
    risarcitoria intentata contro la
    Consob per omessa vigilanza dopo la
    sentenza della Corte costituzionale
    n. 204 del 2004 152
    1.17.2.8. Anche dopo Corte cost. n. 204/2004,
    le Sezioni Unite confermano la
    giurisdizione del G.O. 152
    1.17.2.9. Alcune perplessita’ sulle
    argomentazioni della Suprema
    Corte 156
    1.17.3. Il danno cagionato da attivita’
    privatistiche 159
    1.17.4. Il danno cagionato da atti autoritativi non
    sindacabili dal giudice amministrativo 159
    1.18. La giurisdizione sul “danno ambientale” 159
    1.19. La giurisdizione sul danno da mobbing 160
    1.20. La giurisdizione per le azioni risarcitorie proposte
    direttamente nei confronti del funzionario che ha
    emanato il provvedimento illegittimo 161
    1.21. Le conseguenze dell’erronea individuazione del
    giudice giurisdizionalmente competente:
    l’applicazione del principio della translatio
    iudicii 161
    1.21.1. La tesi che applica analogicamente l’art. 50
    c.p.c. e fissa il termine per la
    riassunzione 162
    1.21.2. La tesi secondo cui il giudice che declina la
    giurisdizione non puo’ statuire sulle
    modalita’ della riassunzione e sugli effetti
    della domanda 165
    Casistica: risposte ai quesiti 167
    2. La competenza territoriale nei giudizi risarcitori 169
    2.1. Inquadramento del tema 170
    2.2. L’ipotesi della domanda risarcitoria proposta
    contestualmente a quella di annullamento 170
    2.3. L’ipotesi della domanda risarcitoria proposta
    separatamente rispetto a quella di annullamento:
    l’ordinanza di rimessione alla Plenaria della VI
    Sezione 170
    2.3.1. La decisione dell’Adunanza Plenaria n. 10 del
    2004 179
    2.4. La competenza territoriale per la domanda di
    risarcimento in forma specifica e per la domanda
    restitutoria proposta in esecuzione del giudicato di
    annullamento 182
    Casistica: riposte ai quesiti 183
    3. I rapporti tra domanda risarcitoria e domanda di
    annullamento del provvedimento: il problema della
    pregiudizialita’ amministrativa 185
    3.1. Inquadramento della tematica 186
    3.2. Le tesi sul tappeto in sintesi 186
    3.3. La soluzione tutta amministrativa (l’azione
    risarcitoria si propone dinnanzi al G.A.) 187
    3.3.1. Gli argomenti a sostegno della tesi della
    pregiudizialita’ 187
    3.3.2. L’Adunanza Plenaria accoglie la tesi della
    pregiudizialita’ (decisione n. 4 del
    2003) 189
    3.3.3. Il tentativo di risolvere il problema della
    pregiudizialita’ sul piano del danno ingiusto:
    Cass., sez. II, n. 4538/2003 200
    3.4. La soluzione tutta civilistica: l’azione autonoma e’
    possibile, ma va proposta davanti al Giudice
    ordinario 203
    3.5. La soluzione intermedia accolta dalle Sezioni
    Unite 205
    3.5.1. Gli argomenti contro la
    pregiudizialita’ 205
    3.5.2. La pregiudizialita’ come questione di
    giurisdizione: secondo le Sezioni Unite il
    rifiuto della tutela risarcitoria per il
    mancato annullamento dell’atto e’ sindacabile
    attraverso il ricorso per cassazione 206
    3.6. Le adesioni alla tesi delle Sezioni Unite 207
    3.7. Le critiche alla tesi delle Sezioni Unite 207
    3.8. La decisione dell’Adunanza plenaria n. 12 del 2007
    ribadisce la tesi della pregiudizialita’ 208
    3.8.1. Recentissima apertura del Consiglio di Stato
    verso la tesi dell’azione risarcitoria
    autonoma 216
    3.9. Le Sezioni Unite (23 dicembre 2008, n. 30254)
    confermano che l’azione risarcitoria e’ autonoma
    rispetto all’annullamento dell’atto 220
    3.10. La pregiudizialita’ e’ un falso problema?
    L’applicazione dell’art. 1227, comma 2, c.c. 221
    3.11. La tesi che ammette l’azione risarcitoria svincolata
    da quella di annullamento, ma soggetta comunque al
    termine decadenziale 223
    3.12. Ipotesi in cui, pur accogliendosi la tesi della
    pregiudiziale amministrativa, non e’ ritenuta
    necessaria la previa impugnazione dell’atto
    amministrativo 224
    3.12.1. Il danno da comportamento 224
    3.12.2. L’annullamento del provvedimento in sede non
    giurisdizionale 224
    3.12.3. L’improcedibilita’ della domanda di
    annullamento 224
    Casistica: risposte ai quesiti 224
    4. La natura della responsabilita’ da provvedimento
    illegittimo 227
    4.1. La tesi che inquadra la responsabilita’ della P.A.
    nell’ambito della responsabilita’ extracontrattuale:
    le critiche della dottrina 228
    4.2. La responsabilita’ contrattuale per l’inadempimento
    di obblighi nascenti da un “contatto sociale
    qualificato” 229
    4.3. La tesi secondo cui anche la responsabilita’ della
    P.A. per lesione di interessi legittimi e’
    responsabilita’ da “contatto” sociale 233
    4.3.1. Le sentenze del giudice amministrativo che
    fanno riferimento alla responsabilita’ da
    contatto 234
    4.4. La tesi della responsabilita’ della P.A. come
    responsabilita’ da contatto viene accolta anche dalla
    cassazione: la sentenza, sez. I, 10 gennaio 2003, n.
    157 243
    4.5. Le conseguenze della responsabilita’ da contatto. In
    particolare: il risarcimento a prescindere dalla
    spettanza del bene della vita 244
    4.5.1. Il Consiglio di Stato ridimensiona la tesi
    della responsabilita’ da contatto: la sentenza
    n. 1945 del 2003 247
    4.6. La tesi secondo cui la lesione di interessi legittimi
    da’ luogo a responsabilita’ precontrattuale 249
    4.7. Le conseguenze della qualificazione della
    responsabilita’ della P.A. in termini di
    responsabilita’ precontrattuale: 250
    4.7.1. a) la limitazione del danno al c.d. “interesse
    negativo” 250
    4.7.2. b) L’obbligo di risarcire il danno per il solo
    fatto di aver tenuto un comportamento
    scorretto a prescindere dall’illegittimita’
    degli atti impugnati 253
    4.8. La questione relativa alla natura della
    responsabilita’ della P.A. per lesione di interessi
    legittimi al vaglio della Adunanza plenaria:
    l’ordinanza 8 maggio 2002 n. 267 del Consiglio di
    Giustizia amministrativa per la Regione
    Sicilia 255
    4.9. Il non liquet della Plenaria: le sentenza 14 febbraio
    2003, n. 2 257
    4.10. Considerazioni conclusive 257
    Casistica: risposte ai quesiti 259
    5. L’accertamento del danno ingiusto 261
    5.1. Il danno ingiusto nell’art. 2043 c.c. 262
    5.2. Gli argomenti tradizionali addotti dalla
    giurisprudenza per negare la risarcibilita’ degli
    interessi legittimi 264
    5.3. Le critiche della dottrina agli argomenti della
    giurisprudenza 265
    5.4. Le prime aperture giurisprudenziali alla tesi della
    risarcibilita’ degli interessi legittimi:
    affievolimento e riespansione dei diritti
    soggettivi 266
    5.5. L’evoluzione legislativa in materia di tutela
    risarcitoria dell’interesse legittimo nei confronti
    della P.A.: 269
    5.5.1. a) L’art. 13 legge n. 142 del 1992 269
    5.5.2. b) L’art. 4, comma 8, della legge n. 493 del
    1993 270
    5.5.3. c) L’art. 17, comma 1, lett. f) della legge n.
    59 del 1997 271
    5.5.4. d) L’art. 35 del decreto legislativo n. 80 del
    1998 271
    5.6. La giurisprudenza della Corte di giustizia in materia
    di responsabilita’ dello Stato per violazione del
    diritto comunitario 272
    5.7. Il superamento del dogma dell’irrisarcibilita’ degli
    interessi legittimi: la sentenza n. 500 del
    1999 275
    5.8. Danno ingiusto e lesione dell’interesse al bene della
    vita 279
    5.9. Le critiche della dottrina alla scelta della
    Cassazione di subordinare il risarcimento al giudizio
    prognostico sulla spettanza del bene della
    vita 279
    5.10. L’accertamento del danno rispetto agli interessi
    oppositivi. Il risarcimento dei terzi non destinatari
    del provvedimento 283
    5.11. Gli interessi pretensivi fra “oggettivo affidamento”
    e perdita della chance 283
    5.12. La risarcibilita’ degli interessi legittimi a
    prescindere dalla spettanza del bene della
    vita 286
    Casistica: riposte ai quesiti 295
    6. Il rapporto di causalita’ 297
    6.1. Premessa 298
    6.2. La distinzione tra causalita’ materiale e causalita’
    giuridica 299
    6.3. La causalita’ materiale: la teoria dell’equivalenza
    causale 303
    6.3.1. I correttivi alla teoria dell’equivalenza
    causale: la causalita’ adeguata, la causalita’
    umana, l’imputazione obiettiva
    dell’evento 304
    6.3.2. L’accertamento del nesso di condizionamento:
    la sussunzione sotto leggi
    scientifiche 308
    6.3.3. La distinzione tra probabilita’ statistica e
    probabilita’ logica 310
    6.3.4. L’impossibilita’ di applicare i criteri della
    sentenza Franzese all’illecito aquiliano:
    l’accoglimento della logica del “piu’ proba
    bile che non” e l’ulteriore individuazione
    della causalita’ da per dita della
    chance 312
    6.4. La causalita’ giuridica 324
    6.5. La teoria dell’equivalenza causale nell’illecito
    civile della Pubblica Amministrazione. Il concorso
    del fatto illecito del terzo 326
    6.6. Le fattispecie in cui la P.A., pur non cagionando
    direttamente il danno, fornisce, l’occasione per
    l’illecito di un terzo 327
    6.6.1. a) Certificazione inesatte 327
    6.6.2. b) Informazioni incomplete 329
    6.6.3. c) Omessa vigilanza 329
    6.6.3.1. L’omessa vigilanza nel settore del
    credito 331
    6.6.3.2. L’omessa vigilanza nel settore
    dell’edilizia e dell’urbanistica. Il
    problema del terzo in caso di
    d.i.a. 336
    6.6.3.3. Produzione, importazione e
    somministrazione di farmaci
    emoderivati e plasma infetto: il
    recente intervento delle Sezioni
    Unite 343
    6.6.3.4. (segue ) Il danno da emotrasfusione:
    le Sezioni Unite fanno il punto sulla
    prescrizione in caso di danni
    lungolatenti, sul rapporto di
    causalita’ nell’illecito civile e
    sulla responsabilita’ del medico e
    della struttura sanitaria 344
    6.6.3.5. (segue ) Il problema della decorrenza
    della prescrizione in caso di danno
    c.d. lungolatente 344
    6.6.3.6. La natura della responsabilita’ del
    medico e della struttura sanitaria e
    il problema della ripartizione
    dell’onere probatorio 348
    6.6.4. Gestione dei servizi pubblici. In particolare:
    il servizio aeroportuale 352
    6.7. Il concorso colposo del danneggiato 355
    6.7.1. Compatibilita’ tra l’istituto del concorso di
    colpa e la responsabilita’ della P.A. per
    insidia e trabocchetto 356
    6.7.2. Le condotte rilevanti ex art. 1227, comma 2,
    c.c. per limitare o escludere il risarcimento
    dell’interesse legittimo 361
    6.7.2.1. Le conseguenze della mancata
    impugnazione del
    provvedimento 361
    6.7.2.2. La mancata presentazione dell’istanza
    cautelare 363
    6.7.2.3. La mancata esecuzione giudiziale
    dell’ordinanza cautelare 366
    6.7.2.4. La mancata richiesta di autotutela,
    la mancata proposizione dei ricorsi
    amministrativi, la mancata
    attivazione dei poteri
    sostitutivi 367
    6.7.2.5. Il tempo occorrente per la
    definizione del giudizio di
    annullamento 368
    6.8. Il rapporto di causalita’ in caso di lesione di
    interessi legittimi: il giudizio prognostico sulla
    spettanza del bene della vita 369
    6.8.1. L’accertamento del nesso causale a seconda del
    carattere oppositivo ovvero pretensivo
    dell’interesse 370
    6.9. L’accertamento del rapporto di causalita’ rispetto
    agli interessi oppositivi. Il rischio di una loro
    eccessiva protezione. Il problema dei vizi
    formali 370
    6.10. Danno da ritardo e danno da disturbo 374
    6.11. La verifica del nesso di causalita’ rispetto agli
    interessi legittimi pretensivi 374
    6.11.1. Il giudizio prognostico rispetto
    all’esercizio di funzioni vincolate 375
    6.11.2. Il giudizio prognostico rispetto
    all’attivita’ autovincolata della Pubblica
    Amministrazione 376
    6.11.3. Il giudizio prognostico rispetto
    all’esercizio di attivita’ caratterizzate da
    discrezionalita’ tecnica 377
    6.11.3.1. Accertamento del nesso di
    causalita’ e discrezionalita’
    tecnica nel settore degli
    appalti 381
    6.11.3.2. a) L’orientamento che ammette la
    ripetizione virtuale della gara
    tramite consulenza tecnica 381
    6.11.3.3. b) L’orientamento che a fronte di
    attivita’ connotate da
    discrezionalita’ tecnica ammette il
    risarcimento della perdita di
    chance 384
    6.11.3.4. c) L’orientamento che esclude il
    risarcimento per equivalente
    quando, dopo l’annullamento
    giurisdizionale, e’ ancora
    possibile il rinnovo della
    gara 385
    6.11.3.5. Accertamento del nesso di
    causalita’ e discrezionalita’
    tecnica in materia di urbanistica
    ed edilizia 388
    6.11.3.6. … e in materia di concorsi
    pubblici 396
    6.11.4. Il giudizio prognostico rispetto
    all’esercizio di attivita’ caratterizzate da
    discrezionalita’ amministrativa 398
    6.11.4.1. La giurisprudenza in materia di
    appalti 401
    6.11.4.2. La giurisprudenza in materia di
    urbanistica ed edilizia 405
    6.11.4.3. La giurisprudenza in materia di
    organizzazione degli uffici 408
    Casistica: risposte ai quesiti 409
    7. L’elemento soggettivo 413
    7.1. L’orientamento giurisprudenziale in tema di colpa
    della P.A. prima della sentenza n. 500 del
    1999 414
    7.2. La colpa della P.A. nella sentenza n. 500 del
    1999 415
    7.3. Le critiche mosse dalla dottrina ai criteri della
    sentenza n. 500 del 1999 in tema di elemento
    soggettivo 416
    7.4. La colpa della P.A. nelle pronunce del Giudice
    amministrativo 417
    7.4.1. Un indirizzo minoritario la superfluita’
    dell’accertamento della colpa 418
    7.4.2. La tesi secondo cui la P.A. e’ in colpa solo
    in caso di violazioni gravi 418
    7.4.3. L’adozione della teoria della responsabilita’
    da contatto ai fini della ripartizione
    dell’onere della prova dell’elemento
    soggettivo 421
    7.4.4. La tesi (prevalente) secondo cui il privato,
    pur dovendo dimostrare la colpa, risulta
    agevolato dalla possibilita’ di far ricorso ad
    elementi indiziari 422
    7.4.5. Un’ulteriore semplificazione probatoria
    sull’impulso della giurisprudenza comunitaria:
    gia’ l’illegittimita’ del provvedimento
    rappresenta un indizio (grave, preciso e
    concordante) che fa presumere la colpa della
    P.A. 427
    7.4.6. L’errore scusabile dell’Amministrazione 430
    7.4.6.1. Basta, ad escludere la colpa, il
    fatto che il T.A.R. in primo grado
    abbia dato ragione
    all’Amministrazione? 433
    7.4.6.2. C’e’ colpa se la P.A. esegue una
    sentenza o un’ordinanza cautelare poi
    riformata in appello? 433
    7.4.6.3. Arricchimento del terzo che beneficia
    di una decisione di primo grado poi
    riformata in appello: quali
    rimedi? 433
    7.4.7. La colpa della P.A. al vaglio dell’Adunanza
    Plenaria 437
    7.5. Esame di alcune decisioni che hanno escluso la colpa
    nonostante l’illegittimita’ dell’atto 438
    7.5.1. La materia degli appalti pubblici 438
    7.5.2. La materia dell’edilizia e
    dell’urbanistica 444
    7.6. La colpa della P.A. in caso di atto amministrativo
    emanato in base a norma di legge dichiarata poi
    costituzionalmente illegittima 449
    7.7. Esame delle decisioni giurisprudenziali che hanno
    ritenuto sussistente la colpa della P.A. 450
    7.7.1. La materia degli appalti pubblici 450
    7.7.2. La materia dell’edilizia e
    dell’urbanistica 454
    7.7.3. La in materia di concorsi pubblici 458
    7.8. Considerazioni conclusive 460
    Casistica: risposte ai quesiti 461
    8. Il risarcimento in forma specifica nel processo
    amministrativo 465
    8.1. L’introduzione del risarcimento in forma specifica
    nel processo amministrativo 467
    8.2. Il risarcimento in forma specifica nel diritto
    civile 467
    8.3. La reintegrazione in forma specifica nel diritto
    amministrativo 467
    8.3.1. Le tesi secondo cui tramite la reintegrazione
    in forma specifica si puo’ ottenere la
    condanna dell’Amministrazione ad adottare il
    provvedimento illegittimamente negato 468
    8.3.1.1. Considerazioni critiche 468
    8.3.1.2. La differenza tra esecuzione del
    giudicato di annullamento e
    risarcimento in forma
    specifica 468
    8.3.2. La tesi prevalente secondo cui il risarcimento
    in forma specifica trova applicazione nel
    diritto amministrativo solo per gli interessi
    oppositivi 475
    8.4. L’Adunanza Plenaria interviene sulla “reintegrazione
    in forma specifica” in materia di appalti: il G.A.,
    in sede di ottemperanza, puo’ disporre la
    sostituzione dell’aggiudicatario nel contratto gia’
    stipulato dall’Amministrazione 486
    Casistica: risposte ai quesiti 502
    9. La responsabilita’ della stazione appaltante per la
    violazione delle regole dell’evidenza pubblica: il problema
    della quantificazione del danno e la possibilita’ per
    l’impresa pretermessa di subentrare nel rapporto
    contrattuale 505
    9.1. Premessa 505
    9.2. Il problema della quantificazione del danno da
    mancata aggiudicazione 506
    9.2.1. Il danno emergente 506
    9.2.2. Il lucro cessante 507
    9.2.2.1. L’onere di provare l’aliunde
    perceptum 509
    9.2.2.2. Il risarcimento della chance 513
    9.2.2.3. Il c.d. danno curriculare 514
    9.3. La possibilita’ di subentrare nel rapporto
    contrattuale: risarcimento in forma specifica o
    attuazione dell’effetto demolitorio-conformativo del
    giudicato? 517
    9.3.1. L’ordinanza di rimessione alla Plenaria della
    V Sezione del Consiglio di Stato n.
    1328/2008 517
    9.3.2. La decisione dell’Adunanza Plenaria 30 luglio
    2008, n. 9 519
    9.3.3. La possibilita’ per l’impresa di scegliere se
    procedere tra il subentro nel contratto e il
    risarcimento per equivalente 520
    Casistica: risposte ai quesiti 526
    10. La responsabilita’ precontrattuale della P.A. 529
    10.1. Il tradizionale orientamento giurisprudenziale che
    ammette la responsabilita’ precontrattuale solo dopo
    l’aggiudicazione 531
    10.2. Il progressivo riconoscimento della responsabilita’
    precontrattuale della P.A. 532
    10.3. La tesi che qualifica la responsabilita’ da
    provvedimento illegittimo come responsabilita’
    precontrattuale 532
    10.3.1. Le conseguenze della qualificazione della
    responsabilita’ della P.A. in termini di
    responsabilita’ precontrattuale: la
    limitazione del danno al c.d. “interesse
    negativo” 533
    10.3.2. Critiche alla tesi che qualifica la
    responsabilita’ da provvedimento illegittimo
    come responsabilita’ precontrattuale 534
    10.4. Casi in cui e’ configurabile una responsabilita’
    precontrattuale della P.A.: il danno causa dal
    comportamento scorretto a prescindere
    dall’illegittimita’ degli atti impugnati 535
    10.5. Qual e’ il momento fino al quale si spinge il raggio
    di azione della responsabilita’ precontrattuale della
    pubblica amministrazione? 547
    10.6. Rapporti tra responsabilita’ precontrattuale ed
    obbligo di indennizzo 547
    10.7. Precedenti giurisprudenziali che riconoscono il
    risarcimento del danno nonostante la legittimita’ del
    provvedimento 548
    10.8. Il riparto di giurisdizione in materia di
    responsabilita’ precontrattuale (rinvio) 553
    Casistica: risposte ai quesiti 553
    11. La tutela contro il silenzio della P.A. e il problema del
    risarcimento del danno da ritardo 557
    11.1. La tutela contro il silenzio-rifiuto della P.A.:
    osservazioni generali 558
    11.2. Il presupposto per la formazione del
    silenzio-rifiuto: l’esistenza di un obbligo di
    provvedere 559
    11.2.1. L’obbligo di provvedere puo’ nascere in
    assenza di una norma espressa previsione
    legislativa che “tipizza” l’istanza del
    privato 559
    11.2.2. La tripartizione operata dalla
    giurisprudenza 559
    11.2.2.1. Istanze dirette ad ottenere atti di
    contenuto favorevole 560
    11.2.2.2. Istanze di riesame di precedenti
    atti non impugnati 560
    11.2.2.3. Istanze dirette ad ottenere
    l’esercizio di poteri repressivi
    verso terzi 560
    11.3. Il procedimento di formazione del silenzio-rifiuto:
    il problema della necessita’ della diffida prima
    dell’art. 2 legge n. 15 del 2005 e dell’art. 3, comma
    6-bis d.l. n. 35/2005 (convertito in legge n.
    80/2005) 561
    11.3.1. La necessita’ della diffida dopo l’art. 2
    legge n. 205/2000 562
    11.3.2. Le novita’ introdotte dall’art. 2 legge n.
    15/2005 e dall’art. 3, comma 6-bis, d.l. n.
    35/2005 (convertito in legge n. 80/2005): non
    e’ piu’ necessaria la diffida 564
    11.3.3. Gli argomenti a sostegno della scelta
    compiuta dal legislatore 564
    11.3.4. La diffida facoltativa e la diffida diretta a
    far valere la responsabilita’ del
    funzionario 566
    11.4. Il termine per ricorrere prima delle leggi n. 15/2005
    e 80/2005: la giurisprudenza prevalente applica il
    termine di decadenza 566
    11.4.1. Un orientamento minoritario: il termine per
    impugnare si rinnova de die in diem finche’
    dura l’inerzia 566
    11.4.2. La tesi che applica il termine di
    prescrizione e le relative obiezioni 567
    11.5. Le novita’ in materia di termine per ricorrere
    contenute nella leggi n. 15/2005 e n. 80/2005 569
    11.5.1. La riproponibilita’ dell’istanza di avvio del
    procedimento 570
    11.6. L’oggetto del sindacato giurisdizionale nel ricorso
    contro il silenzio rifiuto: l’evoluzione dottrinale e
    giurisprudenziale fino alla legge
    n 80/2005 570
    11.6.1. La I fase: la giurisprudenza nega il
    sindacato sulla fondatezza
    dell’istanza 571
    11.6.2. La II fase: la decisione dell’Adunanza
    Plenaria n. 10 del 1978 e la successiva
    evoluzione giurisprudenziale fino alla legge
    n. 205/2000 571
    11.6.3. La III fase: l’oggetto della sindacato
    giurisdizionale nel ricorso contro il
    silenzio-rifiuto dopo l’art. 2 l. n.
    205/2000. La lettura restrittiva accolta
    dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato
    con la sentenza 9 gennaio 2002, n. 1 573
    11.6.3.1. Osservazioni sulla soluzione
    accolta dall’Adunanza Plenaria n. 1
    del 2002 576
    11.6.3.2. La tendenza di una parte della
    giurisprudenza ad ampliare
    l’oggetto del sindacato
    giurisdizionale 578
    11.6.3.3. La lettura estensiva del rito
    previsto dall’art. 2 legge n.
    205/2000: il ricorso contro il
    silenzio come nuova ipotesi di
    giurisdizione di merito 579
    11.6.3.4. Le tesi che individuano due riti
    per i ricorsi contro il
    silenzio 580
    11.6.4. La IV fase: la riscrittura dell’art. 2 legge
    n. 241/1990 ad opera dell’art. 3, comma 6-bis
    d.l. n. 35/2005 (convertito nella legge n.
    80/2005) 581
    11.6.4.1. Il giudice amministrativo “puo’
    conoscere la fondatezza
    dell’istanza” 581
    11.6.4.2. Ipotesi in cui il ricorrente chiede
    solo la dichiarazione dell’obbligo
    di provvedere 582
    11.6.4.3. Una nuova ipotesi di giurisdizione
    di merito? 582
    11.6.4.4. I limiti del potere del G.A. di
    conoscere il merito della pretesa.
    La verifica della fondatezza della
    pretesa in caso di attivita’
    vincolata 584
    11.6.4.5. Il Consiglio di Stato chiarisce i
    poteri del giudice amministrativo
    nel rito del silenzio: la sentenza
    della Sez. IV, 10 ottobre 2007 n.
    5311 584
    11.7. L’ambito oggettivo di applicazione del rito speciale
    contro il silenzio della P.A.: il problema del
    silenzio significativo, del silenzio-rigetto, del
    silenzio su istanze volte a far valere diritti
    soggettivi 589
    11.8. Ricorso contro il silenzio e riparto di
    giurisdizione 593
    11.9. Diniego espresso sopravvenuto nel corso del giudizio
    contro il silenzio-rifiuto 595
    11.10. Natura giuridica del commissario ad acta nominato in
    sede di ricorso avverso il silenzio-rifiuto 596
    11.11. Ricorso contro il silenzio e risarcimento del
    danno 597
    Casistica: risposte ai quesiti 604
    12. La procedura di determinazione del danno disciplinata
    dall’art. 35, c. 2, d.lgs. n. 80/1998 e il problema
    dell’ammissibilita della condanna generica al risarcimento
    del danno 609
    12.1. Il particolare procedimento per la determinazione del
    danno previsto dall’art. 35, comma 2, d.lgs. n.
    80/1998 610
    12.2. Quando il Giudice puo’ pronunciare una condanna
    parziale? 610
    12.3. Il problema dell’identificazione dei criteri della
    condanna 611
    12.4. Natura dell’accordo e conseguenze del suo
    inadempimento 611
    12.5. Si tratta di vero giudizio di ottemperanza? 612
    12.6. E’ ammissibile una condanna generica ai sensi
    dell’art. 278 c.p.c.? 616
    Casistica: risposte ai quesiti 621
    13. Azione risarcitoria e giudizio di ottemperanza 623
    13.1. Inquadramento della tematica 626
    13.2. La tesi che esclude l’azione risarcitoria proposta
    direttamente in sede di ottemperanza 626
    13.3. La conversione del ricorso in ottemperanza in ricorso
    di cognizione 632
    13.4. L’indirizzo giurisprudenziale che ammette la domanda
    risarcitoria in sede di ottemperanza… 633
    13.5. Osservazioni critiche sulla tesi che ritiene
    ammissibile la domanda risarcitoria in sede di
    ottemperanza 645
    13.6. Casi in cui e’ proponibile la domanda risarcitoria in
    sede di ottemperanza 647
    13.7. Alcune recenti aperture del Consiglio di Stato nella
    direzione dell’ammissibilita’ della domanda
    risarcitoria in sede di ottemperanza: l’azione volta
    alla restituzione di un bene illegittimamente
    espropriato si puo’ avanzare direttamente in sede di
    ottemperanza 652
    13.8. Tutela in forma specifica e tutela
    risarcitoria 654
    13.9. Annullamento dell’aggiudicazione, giudizio di
    ottemperanza e subentro nel rapporto
    contrattuale 656
    Casistica: risposte ai quesiti 663
    14. La responsabilita’ del funzionario autore del provvedimento
    illegittimo 667
    14.1. L’azione diretta nei confronti del funzionario ex
    art. 28 Cost. 668
    14.2. Il giudice innanzi al quale proporre l’azione diretta
    nei confronti del funzionario 670
    14.3. La responsabilita’ amministrativa dei pubblici
    dipendenti per lesione di interessi legittimi 671
    14.4. La giurisdizione in materia di responsabilita’
    amministrativa 672
    14.5. Il requisito della colpa grave del funzionario.
    Rapporti con la colpa della P.A. 675
    14.6. Il dies a quo della prescrizione dell’azione di
    responsabilita’ in caso di danno indiretto da lesione
    di interessi legittimi 676
    14.7. Il problema delle polizze assicurative a favore dei
    funzionari per i danni erariali 681
    Casistica: risposte ai quesiti 690
    15. I danni da attivita’ materiale 693
    15.1. Inquadramento del tema 695
    15.2. La responsabilita’ derivante dalla cattiva
    manutenzione dei beni pubblici: in particolare, la
    responsabilita’ per la cattiva manutenzione delle
    strade 695
    15.2.1. Danni da cose in custodia e P.A.: quando si
    applica l’art. 2051 c.c.? 696
    15.2.2. Quando la P.A. puo’ considerarsi custode di
    un bene? 697
    15.2.3. L’iniziale orientamento restrittivo che
    esclude l’applicabilita’ dell’art. 2051 c.c.
    ai beni di notevole dimensione e sottoposti
    ad un suo generalizzato e diretto uso da
    parte della collettivita’ 697
    15.2.4. L’interpretazione restrittiva sottoposta al
    vaglio della Corte costituzionale 697
    15.2.5. Il superamento da parte della giurisprudenza
    piu’ recente dell’antico orientamento
    restrittivo: la P.A. puo’ essere considerata
    custode anche di beni di notevole estensione
    e di uso generalizzato e diretto, quando
    sussiste, comunque, una concreta possibilita’
    di controllo 697
    15.2.6. I danni subiti dagli utenti dell’autostrada:
    si applica l’art. 2051 c.c.? 713
    15.2.6.1. Che natura ha il pedaggio
    autostradale? Puo’ essere
    ipotizzata una responsabilita’
    anche contrattuale del
    gestore? 714
    15.2.7. I casi che rientrano nell’art. 2043 c.c.: la
    nozione di insidia e trabocchetto 716
    15.2.8. Il problema del concorso di colpa del
    danneggiato e della compatibilita’ con la
    nozione di insidia (rinvio) 718
    15.3. I danni causati da animali selvatici: si applica
    l’art. 2052 o l’art. 2043 c.c.? 718
    15.3.1. La responsabilita’ solidale delle Regioni per
    il cattivo esercizio dei poteri di
    gestione 719
    15.3.2. La procedura di indennizzo rapido prevista in
    alcune leggi regionali 720
    15.3.3. L’indennizzo a favore dei proprietari dei
    fondi danneggiati dalla fauna selvatica. La
    natura giuridica e il problema del riparto
    della giurisdizione 721
    15.4. La responsabilita’ per l’esercizio di attivita’
    pericolose 724
    15.4.1. L’art. 2050 c.c. si applica alla P.A.? 724
    15.4.2. Produzione e vendita di sigarette: il
    contrasto giurisprudenziale sulla
    riconducibilita’ all’art. 2050 c.c. 726
    15.5. La responsabilita’ del Ministero dell’Istruzione e
    degli insegnanti per i danni subiti dagli
    allievi 739
    15.5.1. La presunzione di responsabilita’ di cui
    all’art. 2048 c.c. si applica anche ai danni
    che l’allievo si procura da solo? 739
    15.5.2. Che natura ha la responsabilita’
    dell’insegnante e dell’istituto scolastico
    per i danni che l’allievo procura a se
    stesso? 741
    15.5.3. La legittimazione passiva nei giudizi
    risarcitori per i danni subiti dagli
    allievi 741
    15.5.4. La prova “di non aver potuto impedire il
    fatto” 745
    Indice cronologico della giurisprudenza 747
    Indice analitico 755




    Scaricare La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. Libro GRATIS!

  • La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.


  • Libro di Roberto Giovagnoli


    La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.


    TAGS:

    Scaricare La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. pdf eBook; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. scaricare pdf; Scaricare eBook La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Book pdf La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. scaricare libro; Scaricare La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. txt eBook; Scaricare libro in italiano La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare PDF eBook in italiano La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare ePUB eBook La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. Scaricare MOBI eBook; Scaricare ePUB libro La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare DOC libro La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. ePUB eBook; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli fb2; DOCX eBook La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare mobi eBook La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Leggere online La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. doc eBook; Leggere online libro La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. leggere online ebook; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. leggere online eBook in italianoLa responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Leggere online libro in italianoLa responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A.; Scaricare La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. fb2 eBook; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli; Roberto Giovagnoli pdf; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli txt; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli epub; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli mp3; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli leggere online; Roberto Giovagnoli leggere online libro; Roberto Giovagnoli leggere online eBook; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. leggere libri; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. di Roberto Giovagnoli mobi; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. scaricare libro mp3; La responsabilità extra e pre-contrattuale della P.A. leggere online libro

Lascia un commento